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Olympia Dodona Delphi Claros Didyma (Turkey) Gubbio Ammon (Zeus Ammon at Siwa, Egypt)


The Siwa Oasis (Arabic: واحة سيوة‎ Wāḥat Sīwah, from Berber Siwa "prey bird; protector of the sun god Amon-Ra"[1]) is an oasis in Egypt, located between the Qattara Depression and the Egyptian Sand Sea in the Libyan Desert, nearly 50 km (30 mi) east of the Libyan border, and 560 km (348 mil) from Cairo. Its fame lies primarily in its ancient role as the home to an oracle of Amon, the ruins of which are a popular tourist attraction and gave the oasis its name.

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http://www.geocities.com/Vienna/6204/oracoli.htm

Negli ultimi secoli di esistenza dell'oracolo, piu' di 4.000 statuette votive fiancheggiavano questi duecento metri di salita lungo il monte Parnaso sino al tempio dell'Oracolo. Qui presiedeva in certi giorni, o in alcuni secoli per tutti i giorni dell'anno, una somma sacerdotessa, o a volte due o tre a rotazione, la cui scelta, a quanto sappiamo, non obbediva ad alcun requisito particolare (al tempo di Plutarco, nel I secolo a.C., essa era la figlia di un povero contadino). Costei prima si bagnava in una fonte sacra, bevendo alla sua acqua limpida, e poi stabiliva il contatto col dio attraverso l'albero a lui sacro, l'alloro, allo stesso modo in cui i re assiri coscienti sono raffigurati mentre vengono imbrattati di resina con pigne tenute in mano da genii. La sacerdotessa stabiliva comunque questo contatto o tenendo in mano un ramo di alloro o inalando il fumo delle foglie bruciate (come dice Plutarco) o forse masticandole (come sostiene Luciano).

Lo stesso Apollo ne aveva altri: a Ptoa in Beozia e a Branchide e Patara in Asia Minore. . In quest'ultimo sito, la profetessa, come parte dell'induzione alla profezia, veniva rinchiusa di notte nel tempio perché potesse unirsi in connubio con il dio da lei evocato nelle sue allucinazioni, allo scopo di poter meglio assolvere il suo compito di medium.

Il grande oracolo di Claros aveva come medium sacerdoti alle cui frenesie assiste' Tacito nel I secolo d.C. Pan aveva un oracolo ad Acacesio, che pero' cesso' di esistere gia' in epoca piuttosto antica. L'oracolo aureo di Efeso, famoso per le sue ricchezze enormi, esprimeva i vaticini della dea Artemide per bocca di eunuchi in trance (lo stile dei loro abiti, per inciso, e' usato ancor oggi dalla Chiesa greca ortodossa). E l'innaturale danza sulle punte delle ballerine moderne si pensa derivi dalle danze eseguite dinanzi all'altare della dea. La voce di Zeus a Dodona dev'essere stata uno fra gli oracoli più antichi, dal momento che vi si reco' gia' Odisseo per sapere se far ritorno a Itaca apertamente o in incognito. In epoca arcaica quell'oracolo consisteva probabilmente solo in un'enorme quercia sacra e la voce olimpica veniva sentita per allucinazione nel vento che frusciava fra le sue foglie; viene da chiedersi se c'era qualcosa di simile nel culto della quercia da parte dei druidi. Nel V secolo a.C. Zeus non venne piu' udito direttamente, e Dodona ebbe da allora un tempio e una sacerdotessa che parlava per il dio in trance inconscia. Non solo le voci degli dei ma anche quelle dei re morti potevano essere udite. Anfiarao, l'eroico principe di Argo, era morto in Beozia precipitando in una voragine scavata, a quanto si tramanda, da un fulmine di Zeus irritato contro di lui. La sua voce continuo' a essere " udita" dalla voragine per secoli, in risposta alle domande che le venivano rivolte. Col passare dei secoli la voce comincio' pero' a essere udita in forma allucinatoria solo da certe sacerdotesse in trance che vivevano in quel luogo, le quali pero' non rispondevano a domande, ma si limitavano a interpretare i sogni di coloro che si recavano a consultare la voce.

sibille (dall'eolico sios "dio" e boule' "consiglio")

Nel I secolo a.C. Varrone pote' contarne almeno dieci nel mondo mediterraneo. Ce n'erano pero' certamente altre in regioni piu' remote. Esse vivevano in solitudine, talvolta in venerati santuari di montagna che erano stati costruiti appositamente per loro, o in caverne tufacee sotterranee in prossimita' dell'urlo lamentoso del mare, come la grande Sibilla Cumana. Virgilio si era recato probabilmente in visita all'antro della Sibilla attorno al 40 a.C., quando descrisse la sua frenetica possessione da parte di Apollo nel canto VI dell'Eneide. Come agli oracoli, anche alle sibille veniva chiesto di prendere decisioni su questioni di varia importanza, uso che continuo' sino al III secolo d.C. Le loro risposte erano cosi' pervase di fervore morale che persino i primi Padri della Chiesa e gli ebrei ellenistici si inchinarono ad esse come a profetesse di livello pari a quello dei profeti dell'Antico Testamento. La Chiesa cristiana antica, in particolare, ne uso' le profezie (spesso dei falsi) per dare un sostegno alla propria autenticita' divina. Ancora un millennio dopo, in Vaticano, quattro sibille furono dipinte in posizioni prominenti, sul soffitto della Cappella Sistina, da Michelangelo. L'Oracolo di Delfi fu quello che sopravvisse piu' a lungo ad onta che si fosse sempre schierato con gli invasori della Grecia come Serse (V sec. a. C.) e Filippo II (IV sec. a. C.). Nel I secolo d. C. lo scetticismo aveva soppiantato la fede, tuttavia i Romani lo consultavano spesso, affamati di tradizioni e cultura greca. L'ultimo a consultarlo fu l'imperatore Giuliano l'Apostata che, nel tentativo di ripristinare gli antichi dei, si provo' a far rivivere Delfi nel 363 d. C., tre anni dopo che il santuario era stato saccheggiato dalle truppe imperiali cristianizzate (secondo Jaynes agli ordini di Costantino scrivendo, ahinoi, una panzana). Proprio allora, attraverso la sua profetessa, Apollo annuncio' che non avrebbe profetizzato mai piu'. Mantenne la promessa e l'ultimo vaticinio si avvero'.


CORRIERE DELLA SERA

http://archiviostorico.corriere.it/1999/giugno/18/FUTURO_ritorno_degli_oracoli_co_0_9906183232.shtml

http://www.libroco.it/cgi-bin/dettaglio.cgi/codiceweb=95654179588838/Sfameni%20Gasparro,%20Giulia./LAS/Oracoli,%20profeti,%20sibille.%20Rivelazione%20e%20salvezza%20nel%20mondo%20antico./95654179588838.html

http://www.ibs.it/code/9788843803187/kingsley-peter/nei-luoghi-oscuri.html


http://www.millestorie.it/forum/topic.asp?TOPIC_ID=18672


http://www.arcefisia.it/ArtHera43.htm La recente scoperta di glifi incisi sul Monte Ingino e di un palindromo con espliciti riferimenti ad una "regina nera" fanno di Gubbio il centro di un mistero intorno al quale hanno gravitato strani personaggi, tra il XIX e il XX sec.


http://www.amazon.com/gp/product/0312380933/ref=cm_rdp_product SPQR XII: Oracle of the Dead (The SPQR Roman Mysteries) (Hardcover)


http://edicolafabbri.corriere.it/Opere/UsciteOpera.aspx?opera=15240

http://roma.kijiji.it/c-Collezionismo-Altro-TAROCCHI-VARI-Lotto-62-Mazzi-Diversi-di-Sibille-W0QQAdIdZ93255565

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